Diritto penale
22 | 01 | 2026
Atti persecutori e fondato timore: la prova può fondarsi anche sulle dichiarazioni della vittima
Filippo Marco Maria Bisanti
Con la sentenza depositata il 5
gennaio 2026, n. 247 (ud. 5 novembre 2025) la Quinta Sezione penale della Corte
di cassazione interviene nuovamente in materia di atti persecutori, precisando
che, ai fini della configurazione del delitto previsto dall’art. 612-bis c.p.,
non è necessario che la condotta dell’agente determini un danno concreto o un
evento lesivo oggettivamente apprezzabile. È sufficiente, invece, che la
reiterazione delle condotte sia idonea a ingenerare nella vittima un fondato
timore per la propria incolumità personale o per quella di un proprio
congiunto.
La Corte chiarisce che tale condizione soggettiva di timore non deve essere provata esclusivamente attraverso elementi di natura oggettiva o documentale, potendo essere legittimamente desunta anche dalle dichiarazioni della persona offesa, purché valutate dal giudice come attendibili, ...
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