Diritto civile
15 | 01 | 2026
Amministratore dimissionario di condominio e continuità della gestione: la Cassazione chiarisce poteri e compensi
Redazione La Tribuna
Con la sentenza n. 424 dell’8 gennaio 2026, la Sezione II
civile della Corte di cassazione ha stabilito che in materia di condominio,
l’amministratore dimissionario conserva, in regime di prorogatio, tutte le
attribuzioni necessarie alla gestione ordinaria dell’ente fino alla nomina del
nuovo amministratore, ivi compresa la predisposizione del bilancio preventivo,
la riscossione dei contributi e la percezione del compenso deliberato
dall’assemblea, salvo espressa manifestazione di volontà contraria dei
condomini.
La pronuncia offre una lettura
sistematica degli artt. 1129 e 1130 c.c. anche alla luce della riforma del
2012.
La Corte chiarisce che le dimissioni dell’amministratore
non determinano un’immediata cessazione dei poteri gestori: fino alla nomina
del successore, l’amministratore cessato resta titolare di tutte le
attribuzioni indispensabili alla vita ordinaria del condominio. Tale continuità
operativa trova fondamento nell’interesse dell’ente condominiale e nella
presunzione legale di conformità alla volontà assembleare, superabile solo da
una espressa e inequivoca deliberazione contraria.
Di particolare rilievo è l’affermazione secondo cui
l’approvazione del bilancio preventivo e del compenso dell’amministratore in
prorogatio non integra attività “non urgente” vietata dall’art. 1129, comma 8,
c.c., ma costituisce presupposto necessario per consentire lo svolgimento delle
funzioni essenziali di gestione. La norma, infatti, non limita i poteri
dell’amministratore dimissionario, bensì ne estende la responsabilità anche
alle attività urgenti, senza incidere sul perimetro delle attribuzioni prorogate.
La sentenza offre inoltre chiarimenti sul tema del
giudicato esterno, precisando che l’annullamento di una delibera assembleare ha
efficacia meramente caducatoria e non esplica effetti preclusivi al di fuori
dei presupposti di fatto che ne hanno determinato l’invalidità.
Nel complesso, la decisione si segnala per la chiarezza
ricostruttiva e per l’impatto pratico: essa rafforza la certezza dei rapporti
condominiali, tutelando la continuità amministrativa e prevenendo vuoti
gestionali potenzialmente dannosi per la collettività dei condomini.
Se vuoi sempre essere aggiornato dai un’occhiata alla nostra Rivista!