Diritto penale

07 | 01 | 2026

Maltrattamenti familiari e matrice culturale o religiosa dell'imputato

Redazione La Tribuna

Nel delitto di maltrattamenti in famiglia, le origini culturali o religiose dell’imputato non possono in alcun modo giustificare condotte di sopraffazione, violenza o controllo lesive della dignità e dei diritti fondamentali della persona offesa, dovendo il movente culturale considerarsi recessivo rispetto alla tutela della persona umana, quale valore centrale e inderogabile dell’ordinamento italiano.

Con la sentenza n. 133 del 5 gennaio 2026, la Corte di cassazione ribadisce con chiarezza un principio ormai consolidato ma di particolare rilevanza sistematica: la cosiddetta “matrice culturale” dell’agente non può mai assurgere a causa di esclusione della responsabilità penale nei reati contro la persona e la famiglia.

La Corte esclude che tradizioni, usi o concezioni del ruolo familiare possano legittimare condotte abituali di violenza fisica o psicologica, oppressive e ...

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