Diritto penale

19 | 11 | 2025

Stalking e tutela di diritti patrimoniali: la Cassazione fa il punto

Redazione La Tribuna

Con la sentenza n. 37240 del 14 novembre 2025, la V Sezione penale della Corte di Cassazione ha affrontato un tema di grande rilievo pratico: la possibilità che condotte orientate alla tutela – sia pure impropria – di pretesi diritti patrimoniali sconfinino nell’area penalmente rilevante degli atti persecutori. La Corte ha ribadito che ciò che qualifica la “molestia” ex art. 612-bis c.p. non è la finalità perseguita dall’agente, bensì l’effetto destabilizzante prodotto sulla vittima. Rientrano, pertanto, nello stalking anche condotte indirette o mediate, non necessariamente rivolte in modo frontale alla persona offesa, purché reiterate e idonee a generare ansia, paura o modificazioni delle abitudini di vita. In tale prospettiva, l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni costituisce una base fattuale idonea a integrare lo stalking quando si traduca in interferenze insistite nella sfera privata altrui.

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