Diritto penale
11 | 09 | 2025
Diffamazione via social e valutazione del contesto: la Cassazione tra offensività del messaggio e provocazione
Redazione La Tribuna
In tema di diffamazione commessa tramite social network, la
valutazione dell’offensività delle espressioni deve tener conto del contesto
concreto e del significato oggettivo delle parole utilizzate, senza attribuire
automaticamente un carattere denigratorio a riferimenti che descrivano condotte
episodiche.
La Corte di Cassazione, con sentenza 8 settembre 2025, n.
30385, ribadisce, inoltre, che la causa di non punibilità per provocazione
(art. 599, co. 2, c.p.) richiede una verifica effettiva sulla sussistenza del
nesso tra l’offesa ricevuta e la reazione, non potendo il giudice di merito
escluderla con argomentazioni meramente assertive.
La decisione affronta un caso di diffamazione realizzata tramite Facebook, in cui l’imputato aveva attribuito alla ex moglie la partecipazione a una “serata a luci rosse”. La Corte ha rilevato l’illogicità della ...
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