Diritto penale
09 | 09 | 2025
Atti persecutori: subordinazione della sospensione condizionale della pena alla partecipazione a programmi di recupero
Redazione La Tribuna
La Corte di Cassazione, Sez. V penale, con sentenza 5
settembre 2025, n. 30336, ha affrontato nuovamente il tema della natura
abituale del reato di atti persecutori e delle ricadute applicative in punto di
successione di leggi penali nel tempo.
Il Collegio ha ribadito che la fattispecie si integra con la reiterazione di
condotte moleste o minacciose, causalmente orientate alla produzione
dell’evento lesivo (alterazione delle abitudini di vita, grave ansia o timore).
La consumazione avviene con l’ultimo atto della sequenza, il che consente di
applicare le norme più severe introdotte medio tempore. La decisione si pone in linea di continuità con la
giurisprudenza sul reato di maltrattamenti in famiglia (art. 572 c.p.) e
rafforza la lettura secondo cui il principio di irretroattività non viene
vulnerato, giacché l’agente, protraendo la condotta dopo l’entrata in vigore
della disciplina più gravosa, accetta consapevolmente le nuove ...
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