Diritto civile
28 | 08 | 2025
Datio in solutum e compensazione: distinzione e limiti nel pagamento del compenso professionale dell’avvocato
Redazione La Tribuna
Con ordinanza 26 agosto 2025, n. 23875, la Corte di
Cassazione ha stabilito che la cessione
di un bene in luogo della prestazione fornita da un avvocato integra gli
estremi della datio in solutum ex art. 1197 c.c., e non già della
compensazione ex artt. 1241 ss. c.c. Pertanto, il relativo accertamento attiene
alla valutazione di fatto circa il valore del bene ceduto, insindacabile in
sede di legittimità se sorretto da motivazione congrua. Le censure che mirano a
contestare la stima del bene o la valutazione delle prove si traducono in
doglianze di merito e non possono trovare ingresso in Cassazione. Quanto alla
liquidazione delle spese, esse vanno determinate sul decisum e non sulla
somma originariamente domandata, potendo il giudice tener conto dell’esito
complessivo della lite.
La pronuncia ribadisce la netta distinzione tra compensazione e datio in solutum, evidenziando che solo ...
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