Diritto penale

Delitti

06 | 06 | 2025

Provocazione e diffamazione via social: quando il passato riaccende l’ira

Redazione La Tribuna

Con la sentenza 3 giugno 2025, n. 20392 (ud. 1° aprile 2025), la V Sezione penale della Corte di cassazione ha affermato che in tema di diffamazione, ai fini dell'operare della causa di non punibilità della provocazione di cui all'art. 599 cod. pen., la contiguità temporale tra il fatto ingiusto e il conseguente stato d'ira può operare anche ove determinati accadimenti, di carattere oggettivo, rinnovino nell'autore della condotta il sentimento di rabbia correlato al fatto ingiusto avvenuto precedentemente.

Il caso riguarda una diffamazione aggravata a mezzo Facebook ai danni di un veterinario, già condannato per maltrattamento di animali. L’imputata, attivista per i diritti degli animali, aveva pubblicato un post ...

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