Diritto penale

17 | 01 | 2025

Il delitto di detenzione di materiale pedopornografico è integrato anche in caso di cancellazione di «files» mediante l'allocazione nel «cestino» del sistema operativo del personal computer

Valerio de Gioia

Con sentenza n. 2056 del 3 dicembre 2024-17 gennaio 2025, la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha affermato che il reato di cui al comma 1 dell'art. 600-ter c.p. si configura come reato di pericolo concreto, il quale si perfezione ogni qual volta la produzione di materiale pedopornografico abbia delle caratteristiche oggettive in ragione delle quali è plausibile dedurre il possibile accesso ad essa anche da parte di soggetti ulteriori rispetto a chi abbia realizzato il materiale in questione, dovendosi escludere la integrazione del reato solamente nella ipotesi in cui sia risultata la concreta destinazione di esso alla esclusiva e privata fruizione dell'autore del medesimo (Cass. pen., sez. III, 29 marzo 2017, n. 37835; Cass. pen., sez. III, 23 agosto 2016, n. 35295; Cass. pen., sez. III, 20 aprile 2015, n. ...

Vuoi continuare a leggere?

Accedi

NJus costituisce uno strumento indispensabile per l'aggiornamento del professionista e per la preparazione di esami e concorsi: i contributi, dal taglio pratico-operativo, si caratterizzano per la eccezionale tempestività e chiarezza espositiva.

Il gruppo di lavoro di NJus, annotando quotidianamente sino a 15 provvedimenti delle Corti Superiori depositati quello stesso giorno, offre una informazione giuridica autorevole e di qualità senza pari.