Diritto processuale penale

01 | 07 | 2024

L’inesistenza di un principio di «inutilizzabilità derivata»

Giulia Faillaci

Con sentenza n. 25639 del 16 maggio-1 luglio 2024, la seconda sezione penale della Corte di Cassazione si è interrogata sulla fondatezza del vizio dell’inutilizzabilità derivata.

L'inutilizzabilità, per inosservanza della disposizione sul previo avvertimento ex art. 64, comma 3, lett.  c), c.p.p., delle dichiarazioni rese come persona informata sui fatti dal denunciante che invece già risulti sottoposto ad indagine per un reato connesso o collegato, non impedisce che il soggetto reiteri successivamente le dichiarazioni, dandone conferma una volta che siano adempiute le modalità procedimentali imposte dalla legge. (Cass. pen., sez.  II, 19 dicembre 2005, n. 4040).

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