Diritto processuale civile

21 | 06 | 2024

Il principio dell’obbligatorietà della lingua italiana degli atti processuali: ambito di applicazione e nomina del traduttore

Giovanna Spirito

Con ordinanza n. 17195 del 21 giugno 2024, la terza sezione civile della Corte di Cassazione ha affermato che il principio dell’obbligatorietà della lingua italiana, previsto dall'art. 122 c.p.c., si riferisce agli atti processuali in senso proprio e non anche ai documenti esibiti dalle parti, sicché, quando siffatti documenti risultino redatti in lingua straniera, il giudice, ai sensi dell'art. 123 c.p.c., ha la facoltà, e non l'obbligo, di procedere alla nomina di un traduttore, di cui può farsi a meno allorché trattasi di un testo di facile comprensibilità, sia da parte dello stesso giudice che dei difensori (Cass. civ., sez. III, 12 marzo 2013, n. 6093; Cass. civ., sez. III, 29 gennaio 2019, n. 2331).

A conferma che la produzione del documento in lingua ...

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