Diritto penale

Delitti

07 | 03 | 2024

Estorsione: la condotta del datore di lavoro che, al momento dell'assunzione, prospetti agli aspiranti dipendenti l'alternativa tra la rinunzia a parte della retribuzione e la perdita dell'opportunità di lavoro

Giulia Faillaci

Con sentenza n. 9823 del 2 febbraio-7 marzo 2024, la seconda sezione penale della Corte di Cassazione ha ribadito che non integra il reato di estorsione la condotta del datore di lavoro che, al momento dell'assunzione, prospetti agli aspiranti dipendenti l'alternativa tra la rinunzia a parte della retribuzione e la perdita dell'opportunità di lavoro, in quanto, pur sussistendo un ingiusto profitto per il primo, costituito dal conseguimento di prestazioni d'opera sottopagate, non ricorre la prova che l'ottenimento di un impiego rechi un danno ai lavoratori rispetto alla preesistente situazione di disoccupazione (Cass. pen., sez. II, 4 ottobre 2018, n. 21789).

Nell'affermare il principio la Suprema Corte ha spiegato che "Gli estremi del reato di estorsione ... non ...

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