Diritto civile
Contratti
02 | 02 | 2024
La clausola «claims made» non è nulla ex art. 2965 c.c. se fa dipendere la decadenza dalla scelta di un terzo
Giovanna Spirito
Con ordinanza
n. 3123 del 2 febbraio 2024, la terza sezione civile della Corte di Cassazione è
intervenuta in tema di clausola claims made.
Secondo la più
recente giurisprudenza (Cass. n. 12908/2022), in tema di assicurazione della
responsabilità civile, la clausola "claims made" non integra una
decadenza convenzionale, nulla ex art. 2965 c.c. nella misura in cui fa
dipendere la perdita del diritto dalla scelta di un terzo, dal momento che la
richiesta del danneggiato è fattore concorrente alla identificazione del rischio
assicurato, consentendo pertanto di ricondurre tale tipologia di contratto al
modello di assicurazione della responsabilità civile, nel contesto del più
ampio "genus" dell'assicurazione contro i danni ex art. 1904 c.c.,
della cui causa indennitaria la clausola "claims made" è pienamente
partecipe; tale pronuncia ha affermato che «trova, anzitutto, rilievo, di per
sé dirimente, quanto espressamente statuito in medias res da Cass. civ., sez.
un., n. 9140/2016, al § 6.2. della motivazione, che giova riportare integralmente:
«Deve in ogni caso escludersi che la limitazione della copertura assicurativa
alle “richieste di risarcimento presentate all’Assicurato, per la prima volta,
durante il periodo di efficacia dell’assicurazione”, in relazione a fatti
commessi nel medesimo lasso temporale o anche in epoca antecedente, ma comunque
non prima di tre anni dalla data del suo perfezionamento, integri una decadenza
convenzionale, soggetta ai limiti inderogabilmente fissati nella norma
codicistica di cui si assume la violazione. E invero l’istituto richiamato,
implicando la perdita di un diritto per mancato esercizio dello stesso entro il
periodo di tempo stabilito, va inequivocabilmente riferito a già esistenti
situazioni soggettive attive nonché a condotte imposte, in vista del
conseguimento di determinati risultati, a uno dei soggetti del rapporto
nell’ambito del quale la decadenza è stata prevista. Invece la condizione
racchiusa nella clausola in contestazione consente o preclude l’operatività
della garanzia in dipendenza dell’iniziativa di un terzo estraneo al contratto,
iniziativa che peraltro incide non sulla sorte di un già insorto diritto
all’indennizzo, quanto piuttosto sulla nascita del diritto stesso. Ne deriva
che non v’è spazio per una verifica di compatibilità della clausola con il
disposto dell’art. 2965 c.c.».
Tale rilevata
diversità di piani, non comunicanti tra loro, in cui si collocano,
rispettivamente, la clausola claims made e la disciplina recata dalla norma
dell’art. 2965 c.c. è riaffermata, sebbene in modo implicito, ma senza
equivoci, dalla successiva sentenza n. 22437/2018, sempre delle Sezioni Unite,
la quale ha evidenziato, in armonia con il precedente approdo nomofilattico,
che l’anzidetta clausola si configura come delimitativa dell’oggetto del
contratto, «correlandosi l’insorgenza dell’indennizzo, e specularmente
dell’obbligo di manleva, alla combinata ricorrenza della condotta del
danneggiante (la vicenda storica determinativa delle “conseguenze patrimoniali”
di cui “l’assicurato intende traslare il rischio”: cioè, del “danno”) e della
richiesta del danneggiato».
La richiesta del danneggiato è, pertanto, fattore concorrente nella identificazione del rischio assicurato e in tal senso si viene a delineare l’appartenenza strutturale del “fenomeno claims” al modello di assicurazione della responsabilità civile (o sotto-tipo) di cui al comma 1 dell’art. 1917 c.c., “nel contesto del più ampio genus dell’assicurazione contro i danni (art. 1904 c.c.), della cui causa indennitaria la clausola claims made è pienamente partecipe”.
Ne consegue che non può essere affetta da nullità, ex art. 2965 c.c., la clausola claims made “perché fa dipendere la decadenza dalla scelta di un terzo”, giacché l’atteggiarsi della richiesta del terzo, quale evento futuro, imprevisto ed imprevedibile, è del tutto coerente con la struttura propria del contratto di assicurazione contro i danni (nel cui ambito, come detto, è da ricondursi la polizza con clausola claims made), in cui l’operatività della copertura deve dipendere da fatto non dell’assicurato.
Riferimenti Normativi: