Diritto processuale penale

Prove

08 | 06 | 2023

Sulla valenza probatoria dei messaggi whatsapp nel delitto di atti persecutori

Francesco Martin

Con la sentenza n. 24824 del 14 febbraio 2023-8 giugno 2023, la quinta sezione penale della Corte di cassazione è ritornata sulla valenza probatoria degli sms, messaggi WhatsApp email prodotti in giudizio dalla persona offesa del reato di atti persecutori.

Per la consolidata giurisprudenza di legittimità, gli sms, i messaggi WhatsApp e di posta elettronica scaricati e/o conservati nella memoria dell'apparecchio cellulare, i messaggi pubblicati sul profilo Facebook hanno natura di documenti ai sensi dell'art. 234 c.p.p. e, pertanto, con riferimento ad essi, non trova applicazione né la disciplina delle intercettazioni, né quella relativa all'acquisizione di corrispondenza di cui all'art. 254 c.p.p..

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