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Diritto penale

Delitti

22 | 09 | 2022

Spendita di monete contraffatte e consapevolezza della falsità

Riccardo Radi

Con sentenza n. 35681 del 28 giugno 2022, depositata il 22 settembre 2022, la quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha spiegato che la differenza tra il reato di cui all'art. 457 c.p. e quello di cui all'art. 455 c.p. sta nel fatto che per quest'ultimo la consapevolezza della falsità delle monete deve sussistere all'atto della ricezione, mentre per il primo tale scienza è, invece, posteriore al ricevimento della falsa moneta.

In diritto la Suprema Corte ha già chiarito che in tema di detenzione di monete contraffatte al fine di metterle in circolazione, di cui all'art. 455 c.p., la consapevolezza della falsità del denaro al momento della sua ricezione, che vale a distinguere il reato dalla diversa ipotesi di buona fede prevista dall'art. 457 c.p., può essere desunta dalla pluralità delle banconote contraffatte detenute, nonché dal difetto di una qualsiasi indicazione, da parte dell'imputato, sia della provenienza del denaro che di un qualunque diverso e lecito fine della sua detenzione (Cass. pen., sez. V, 19 maggio 2014, n. 40994).

II giudice del rinvio dovrà pronunziarsi sulla questione della dedotta derubricazione, alla luce del principio secondo il quale la differenza tra il reato di cui all'art. 457 c.p. e quello di cui all'art. 455 c.p. consiste nel fatto che per quest'ultimo la scienza della falsità delle monete deve sussistere all'atto della ricezione, mentre per il primo tale scienza è, invece, posteriore al ricevimento della falsa moneta (Cass. pen., sez. V, 24 aprile 1990, n. 11489; conf.: Cass. pen., sez. V, 3 giugno 2010, n. 30927).

Riferimenti Normativi:

  • Art. 455 c.p.
  • Art. 457 c.p.