Diritto processuale penale
Prove
23 | 08 | 2022
Messaggi whatsapp e sms: prove documentali acquisibili in dibattimento mediante riproduzione fotografica a cura degli inquirenti
Riccardo Radi
Con sentenza n. 31364 del
14 aprile 2022, depositata il 22 agosto 2022, la sesta sezione penale della
Corte di Cassazione ha ribadito il seguente principio di diritto: i messaggi
whatsapp così come gli sms conservati nella memoria di un apparecchio cellulare
hanno natura di documenti ai sensi dell'art. 234 c.p.p., di tal che la relativa
attività acquisitiva non soggiace alle regole stabilite per la corrispondenza,
né tantomeno alla disciplina delle intercettazioni telefoniche.
Secondo il costante
orientamento della giurisprudenza di legittimità, i messaggi whatsapp così come
gli sms conservati nella memoria di un apparecchio cellulare hanno natura di
documenti ai sensi dell'art. 234 c.p.p., di tal che la relativa attività
acquisitiva non soggiace alle regole stabilite per la corrispondenza, né
tantomeno alla disciplina delle intercettazioni telefoniche, con l'ulteriore
conseguenza che detti testi devono ritenersi legittimamente acquisiti ed
utilizzabili ai fini della decisione ove ottenuti mediante riproduzione fotografica
a cura degli inquirenti (Cass. pen., sez. VI, 12 novembre 2019, n. 1822; nello
stesso senso, Cass. pen., sez. III, 6 novembre 2019, n. 8332; Cass. pen., sez. III,
25 novembre 2015, n. 928).
I dati informatici
acquisiti dalla memoria del telefono in uso all'indagata (sms, messaggi
whatsApp, messaggi di posta elettronica "scaricati" e/o conservati
nella memoria dell'apparecchio cellulare) hanno natura di documenti ai sensi
dell'art. 234 c.p.p., di tal che la relativa attività acquisitiva non soggiace
né alle regole stabilite per la corrispondenza, né tantomeno alla disciplina
delle intercettazioni telefoniche.
Si ribadisce che ai
messaggi WhatsApp e SMS rinvenuti in un telefono cellulare sottoposto a
sequestro non sia applicabile la disciplina dettata dall'art. 254 c.p.p., in
quanto tali testi non rientrano nel concetto di "corrispondenza", la
cui nozione implica un'attività di spedizione in corso o comunque avviata dal
mittente mediante consegna a terzi per il recapito (Cass. pen., sez. III, 25
novembre 2015, n. 928).
Né, d'altra parte, può
ritenersi trattarsi degli esiti di un'attività di intercettazione, la quale
postula, per sua natura, la captazione di un flusso di comunicazioni in corso,
là dove i dati presenti sulla memoria del telefono acquisiti ex post
costituiscono mera documentazione di detti flussi.
Si deve pertanto affermare il principio di diritto secondo il quale i messaggi whatsapp così come gli sms conservati nella memoria di un apparecchio cellulare hanno natura di documenti ai sensi dell'art. 234 c.p.p., di tal che la relativa attività acquisitiva non soggiace alle regole stabilite per la corrispondenza, né tantomeno alla disciplina delle intercettazioni telefoniche, con l'ulteriore conseguenza che detti testi devono ritenersi legittimamente acquisiti ed utilizzabili ai fini della decisione ove ottenuti mediante riproduzione fotografica a cura degli inquirenti.
In applicazione di tale principio di diritto, nella specie, i messaggi rinvenuti nella memoria del telefono cellulare dell'imputato risultano, pertanto, essere stati del tutto legittimamente acquisiti al processo e utilizzati ai fini della decisione, giusta la loro natura documentale ex art. 234 c.p.p. e la conseguente acquisibilità con una qualunque modalità atta alla raccolta del dato, inclusa la riproduzione fotografica.
Riferimenti Normativi: