Diritto processuale penale
07 | 12 | 2021
Maltrattamenti, detenzione non registrata e ingiusta condanna per reati commessi a seguito di istigazione da parte di agenti provocatori integrano una violazione dei diritti umani
Denise Campagna
La terza sezione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), con sentenza del 7 dicembre 2021, ha condannato la Russia per aver violato gli artt. 3, 5 e 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo che proibiscono la tortura e tutelano il diritto alla libertà e alla sicurezza e a un equo processo. Il caso ha riguardato il maltrattamento e la detenzione non registrata del ricorrente presso una stazione di polizia, la mancanza di un'indagine efficace sulla sua denuncia per maltrattamenti e la sua ingiusta condanna per reati legati alla droga; commessi, a suo dire, in quanto istigato dalla polizia.
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