Diritto penale
30 | 10 | 2026
La qualità di dipendente pubblico dell’autore dell’illecito non è, di per sé, sufficiente a fondare la responsabilità civile dell’Amministrazione di appartenenza
Redazione La Tribuna
La qualità di dipendente pubblico
dell’autore dell’illecito non è, di per sé, sufficiente a fondare la
responsabilità civile dell’Amministrazione di appartenenza. La terza Sezione
penale della Cassazione afferma, con sentenza 28 ottobre 2026, n. 37607 (ud. 22
settembre 2026) che, ai fini dell’art. 2049 c.c., è necessario un rapporto di
occasionalità necessaria tra le funzioni esercitate e il fatto dannoso:
l’illecito deve cioè essere stato reso possibile, o comunque agevolato in modo
causalmente qualificato, dall’esercizio delle mansioni affidate al dipendente.
Il principio assume particolare rilievo quando il dipendente agisce per finalità esclusivamente personali. Anche in tale ipotesi la responsabilità della pubblica amministrazione può sussistere, ma solo se la condotta illecita si inserisce in una sequenza causalmente collegata alle ...
Vuoi continuare a leggere?
AccediNJus costituisce uno strumento indispensabile per l'aggiornamento del professionista e per la preparazione di esami e concorsi: i contributi, dal taglio pratico-operativo, si caratterizzano per la eccezionale tempestività e chiarezza espositiva.
Il gruppo di lavoro di NJus, annotando quotidianamente sino a 15 provvedimenti delle Corti Superiori depositati quello stesso giorno, offre una informazione giuridica autorevole e di qualità senza pari.
Se vuoi sempre essere aggiornato dai un’occhiata alla nostra Rivista!