Diritto penale

23 | 10 | 2026

Metodo mafioso e forza intimidatrice del contesto: criteri di accertamento dell’aggravante ex art. 416-bis.1 c.p.

Redazione La Tribuna

Con sentenza 20 ottobre 2026 n. 36839 (ud. 1 ottobre 2026) la prima Sezione penale della Corte di cassazione si è espressa in materia di configurabilità della circostanza aggravante per reati connessi ad attività mafiose.

La Suprema Corte ha affermato, in particolare, che ai fini della configurabilità della circostanza aggravante del c.d. “metodo mafioso” (art. 416 bis.1 c.p.) è necessario e sufficiente che il delitto, per le sue caratteristiche intrinseche e per il contesto ambientale nel quale si colloca, abbia l’attitudine a suscitare il ragionevole timore che abbia la sua matrice in un sodalizio di tipo mafioso, pur quando questo sia, in realtà, inesistente ovvero, se esistente, non risulti accertato che il fatto sia ad esso collegabile. 

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