Diritto processuale civile

13 | 10 | 2026

Il ricorso per cassazione “confuso” è inammissibile: sinteticità e chiarezza non sono meri requisiti formali

Redazione La Tribuna

Con l’ordinanza n. 26181 del 4 ottobre 2026, la terza Sezione civile torna sul tema dei requisiti di forma-contenuto del ricorso per cassazione e, in particolare, sul significato che devono assumere, nel giudizio di legittimità, i canoni della chiarezza e della sinteticità.

È inammissibile - afferma la S.C. con l’ordinanza in oggetto - il ricorso per cassazione che, in violazione dell’art. 366, comma 1, nn. 3, 4 e 6, c.p.c., presenti una esposizione sovrabbondante dei fatti e dello svolgimento del processo e articoli i motivi di impugnazione in modo confuso, mediante richiami e riproduzioni di parti delle decisioni e degli atti dei giudizi di merito, senza consentire di individuare con immediatezza le specifiche censure formulate.

I requisiti di chiarezza e sinteticità non rispondono a esigenze di mero formalismo, ma sono funzionali a consentire alla Corte una conoscenza ...

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