Diritto penale
03 | 10 | 2026
Reato continuato in sede esecutiva: senza un programma iniziale la contiguità dei reati non basta
Filippo Marco Maria Bisanti
In tema di reato continuato, la quinta Sezione penale della Corte di
cassazione, con la sentenza n. 34451/2026, depositata il 24 settembre 2026 (udienza
dell’11 settembre 2026), ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto contro
l’ordinanza con cui il giudice dell’esecuzione, pronunciando in sede di rinvio,
aveva negato la continuazione tra un riciclaggio e alcuni reati di furto ed
estorsione commessi a breve distanza di tempo.
La Corte ha affermato che la contiguità temporale dei fatti e l’identità del bene giuridico e dell’oggetto materiale non bastano, da sole, a dimostrare il medesimo disegno criminoso, potendo esprimere soltanto una proclività a delinquere, e che l’accertamento dell’unicità del disegno è una questione di fatto, insindacabile in sede di ...
Vuoi continuare a leggere?
AccediNJus costituisce uno strumento indispensabile per l'aggiornamento del professionista e per la preparazione di esami e concorsi: i contributi, dal taglio pratico-operativo, si caratterizzano per la eccezionale tempestività e chiarezza espositiva.
Il gruppo di lavoro di NJus, annotando quotidianamente sino a 15 provvedimenti delle Corti Superiori depositati quello stesso giorno, offre una informazione giuridica autorevole e di qualità senza pari.
Se vuoi sempre essere aggiornato dai un’occhiata alla nostra Rivista!