Diritto penale

09 | 07 | 2026

Qualificazione di un legale come “Avvocato delle cause perse”: illiceità penale esclusa se il giudizio resta ancorato ai fatti

Filippo Marco Maria Bisanti

La quinta Sezione penale della Cassazione, con sentenza 11 marzo 2026, n. 22689, depositata il 18 giugno 2026, affronta il rapporto tra tutela della reputazione professionale dell’avvocato e diritto di critica, chiarendo quando il giudizio severo sull’operato del legale oltrepassi il confine della continenza e assuma rilevanza penale.

La vicenda trae origine da alcune espressioni rivolte nei confronti del difensore di una delle parti nell’ambito di una situazione caratterizzata da forte conflittualità.

In particolare, nel corso di assemblee condominiali e attraverso una comunicazione indirizzata all’amministratore, il professionista era stato qualificato come “incompetente” e “avvocato delle cause perse”. Da tali affermazioni era scaturita la contestazione del delitto di ...

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