Diritto penale
15 | 05 | 2026
Diffamazione sui social e linguaggio ironico nel confronto politico
Filippo Marco Maria Bisanti
La quinta Sezione penale della
Cassazione, con sentenza emessa all’udienza del 18 marzo 2026 e depositata il
12 maggio 2026, n. 17017, si pronuncia sui limiti della diffamazione nei social
network, soffermandosi sul rapporto tra tutela della reputazione e libertà di
manifestazione del pensiero garantita dall’art. 21 Cost.
La vicenda riguardava la
pubblicazione, su una piattaforma social, di un commento ironico indirizzato ad
un consigliere comunale, autore di un’interrogazione relativa alla presenza,
nelle biblioteche pubbliche, di libri ritenuti orientati alla cosiddetta
“teoria gender”. L’autore del post aveva utilizzato espressioni colloquiali e
sarcastiche per manifestare dissenso rispetto all’iniziativa politica del
consigliere, il quale aveva ritenuto lesiva della propria reputazione la
comunicazione diffusa online.
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