Diritto penale
07 | 05 | 2026
Il delitto di maltrattamenti in famiglia prescinde dalla capacità di reazione della vittima
Redazione La Tribuna
La terza Sezione penale della Corte di cassazione, con sentenza 30 aprile 2026, n. 15660 (ud. 9 gennaio 2026) ha affermato, in tema di maltrattamenti contro familiari o conviventi
(art. 572 c.p.) che il reato non è escluso dalla maggiore capacità di resistenza o
di reazione dimostrata dalla persona offesa, poiché non costituisce elemento
costitutivo della fattispecie la riduzione della vittima a una condizione di
totale soggezione rispetto all’autore delle condotte vessatorie.
La sentenza in commento aderisce all’orientamento della giurisprudenza di legittimità secondo cui il delitto di maltrattamenti in famiglia è un reato abituale che si realizza attraverso la reiterazione di condotte vessatorie, fisiche o psicologiche, idonee a rendere abitualmente dolorosa e mortificante la vita della vittima.
La Corte di cassazione chiarisce in modo netto che l’effettiva soggezione psicologica ...
Vuoi continuare a leggere?
AccediNJus costituisce uno strumento indispensabile per l'aggiornamento del professionista e per la preparazione di esami e concorsi: i contributi, dal taglio pratico-operativo, si caratterizzano per la eccezionale tempestività e chiarezza espositiva.
Il gruppo di lavoro di NJus, annotando quotidianamente sino a 15 provvedimenti delle Corti Superiori depositati quello stesso giorno, offre una informazione giuridica autorevole e di qualità senza pari.
Se vuoi sempre essere aggiornato dai un’occhiata alla nostra Rivista!