Diritto penale
04 | 03 | 2026
La prova nelle condotte persecutorie: i criteri per valutare l’attendibilità delle dichiarazioni della persona offesa
Redazione La Tribuna
La quinta Sezione penale della
Corte di cassazione, con sentenza 2 marzo 2026, n. 8104 (ud. 21 novembre 2025)
ha affermato che, in tema di atti persecutori, le dichiarazioni della persona
offesa – anche se costituita parte civile – possono, da sole, fondare
l’affermazione di responsabilità, purché il giudice ne verifichi con
particolare rigore la credibilità soggettiva e l’attendibilità intrinseca,
senza necessità di riscontri esterni specifici, i quali, quando presenti,
possono consistere in qualsiasi elemento idoneo ad escludere intenti
calunniatori. In sede di legittimità è preclusa ogni rilettura delle prove o
ricostruzione alternativa dei fatti, potendo la Cassazione limitarsi al
controllo sulla coerenza logica e non manifesta illogicità della motivazione.
La sentenza affronta in modo esemplare il tema cruciale della valutazione probatoria nelle ...
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