Diritto penale

08 | 02 | 2026

Calunnia e accuse di violenza sessuale: l’archiviazione non prova la falsità della denuncia

Filippo Marco Maria Bisanti

La sesta sezione penale della Cassazione, con sentenza n. 4339 depositata il 3 febbraio 2026, focalizza l’attenzione sulla configurabilità del delitto di calunnia in relazione a denunce per molestie e violenze sessuali ritenute infondate in sede investigativa.

La Corte annulla senza rinvio la sentenza di condanna, ribadendo che il reato di calunnia richiede la prova rigorosa della consapevolezza dell’innocenza dell’incolpato e della volontà di formulare una falsa accusa.

Nel caso di specie, i giudici di merito avevano desunto tale elemento soggettivo dalla mancanza di riscontri alla denuncia, da alcune difformità nelle dichiarazioni della denunciante e dal decreto di archiviazione del procedimento instaurato nei confronti del soggetto accusato.

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